L’opera galleggiante

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Barth è un grande esploratore del lato oscuro dell'uomo, uno che non va tanto per il sottile quando si tratta di sviscerare tutte le nostre debolezze e sbattercele in faccia senza complimenti. L'opera galleggiante irride l'uomo e la vita stessa, non fa altro.
Mica poco, sia chiaro, soprattutto se lo fa con una leggerezza tale che, a volte, dimentichiamo quanto sia inquietante la realtà che sta dietro la vicenda sapientemente narrata. La grandezza di Barth risiede proprio in questo: narrare una storia che diventa, con il passare del tempo, del tutto secondaria rispetto all'obiettivo esistenzial filosofico che l'autore si pone. Tant'è che la sua scrittura è piena di divagazioni che poco o nulla aggiungono alla storia, non fosse per il fatto che, in fin dei conti, a Barth della storia in sé interessa poco. Non pensiate però di trovarvi di fronte al solito filosofo fallito che si butta sulla narrativa per sfogare le sue frustrazioni, finendo per scrivere una sorta di enciclopedia di turbe tardo-adolescenziali irrisolte. Barth parla di esistenzialismo senza (quasi mai) farvelo notare.
Ha una strana fissazione per i triangoli amorosi, che di amoroso non hanno nulla, come già detto per La fine della strada. L'opera galleggiante però ci svela, in parte, il perché di questa sua ossessione, o almeno mi è sembrato di capire qualcosa in più al riguardo. Ovviamente evito di assillarvi con le mie elucubrazioni, altrimenti rischierei un enorme spoiler e, soprattutto, non credo che possano interessarvi. Così come non vi dico molto del libro, poiché addentrarsi in esso vorrebbe dire parlare troppo. Mi limito a dire che la conclusione della lunga ricerca di Barth mi trova totalmente d'accordo, pur non essendo particolarmente originale.
Un libro da leggere, non semplicissimo, soprattutto se amate le storie lineari, ma che racconta il genere umano come in pochi hanno fatto.

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La fine della strada

barthDopo la delusione di Dead City il libro di Barth cade a pennello: una storia surreale e, per lunghi tratti grottesca, che riesce in poche pagine a descrivere la follia umana.

I tre protagonisti danno luogo al più assurdo triangolo amoroso (parola che vi assicuro non è nemmeno lontanamente adatta a descrivere il loro rapporto) che si possa immaginare. Incredibilmente aridi, seppur per motivi differenti uno dall’altro, i tre incarnano molto bene tutta la disperazione e l’alienazione dell’uomo moderno. Il personaggio principale, Jacob Horner, ne è il più fulgido esempio: apparentemente pronto a fronteggiare ogni situazione con brillantezza, soffre di un disturbo che letteralmente lo immobilizza improvvisamente. Da questo immobilismo nasce una vera e propria digressione, mai pesante o scolastica, sul significato e sull’importanza delle scelte che un uomo si vede costretto a compiere. L’altra figura maschile, Joe Morgan, è un esempio di realismo estremo, che porta l’uomo a vivere in maniera asettica e, paradossalmente, irrazionale. Eppure anche lui, invischiato in un immobilismo del tutto differente da quello di Jacob, subisce gli eventi. Sarebbe il momento giusto di mettersi in discussione, ma il buon Joe non ne è capace e si aggrappa con tutte le forze al suo razionalismo freddo ma estremamente rassicurante.

C’è infine la figura femminile, Rennie, che in un certo senso incarna la concezione antica della donna: dimessa, quasi sottomessa al marito (Joe) di cui asseconda tutte le stranezze fino ad arrivare ad ergerlo a vero e proprio Dio. Il suo tradimento avviene in maniera inspiegabile, quasi per caso, e riporta al centro dell’attenzione il tema della scelta. Ha deciso di tradire o si è ribellata inconsciamente al suo deus ex machina? Il post tradimento rivela tutto il lato oscuro del rapporto con il marito e per lei il percorso di espiazione per giungere alla comprensione sarà ancor più doloroso che per gli uomini.

Non è un caso che questo libro sia stato pubblicato nel 1958: con il senno di poi possiamo affermare che inquadra tutto il disagio sociale che troverà poi sfogo (parziale) negli anni Sessanta. Ciò non toglie che il libro sia estremamente attuale anche al giorno d’oggi.

 

Esistenzialista e filosofeggiante, a volte forse un tantino contorto, un libro da leggere assolutamente, che vi lascerà a bocca aperta dalla prima all’ultima riga.

Trama 8

Personaggi 9

Ritmo 9