Quote Rosa, quote bianche

E così eccoci di nuovo a parlare di parità di genere, di legge elettorale e di candidature imposte per legge.

Non torno sull’argomento, ma una breve segnalazione per quelle parlamentari che si sono vestite di bianco (davvero?) dopo aver difeso il bunga bunga e votato che Ruby fosse la nipote di Mubarak, beh non posso evitarla. Le stesse che discreditano l’immagine delle donne, che l’hanno massacrata negli ultimi anni, adesso vorrebbero combattere una battaglia che non appartiene loro minimamente.

Fossi una donna sarei scoraggiata ed incazzata nel vedere queste tizie bianco vestite (avevo ragione, ormai la donna in rosa fa troppo Peppa Pig) fingere di essere interessate ad una causa tanto importante, che, per la cronaca, non si risolverebbe certo con l’imposizione di un numero obbligatorio di parlamentari.

Ad ogni modo voglio un parlamento equamente diviso tra: uomini, donne, omosessuali, transessuali, metrosessuali, asessuati.

E mi rendo conto di lasciar fuori l’importante minoranza di quelli che fanno sesso con gli animali.

Oddio, anche i necrofili potrebbero risentirsi.

Mi tiro fuori.

 

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