Il commesso

Il commesso è una storia di redenzione desiderata e mai ottenuta. Malamud narra una serie di lati oscuri dell’America, lo fa con delicatezza eppure dipinge un quadro dalle tinte fortemente oscure.
Tutti i personaggi del libro sembrano soccombere alla vita: Morris (il titolare del negozio in cui si svolge gran parte della storia) e sua moglie Ida sono ormai rassegnati; a volte, in un moto di orgoglio, sembrano ancora sperare in una vita nuova e migliore, ma tutto è circoscritto ad una sorta di ribellione verso il presente. Non c’è vera speranza in un futuro migliore, forse perché troppo consapevoli per avere ancora dei sogni, non c’è l’entusiasmo che la volontà di cambiare dovrebbe portare con sé. Sperano che la vita prenda una direzione nuova di sua spontanea volontà, che il destino inverta la rotta e renda loro qualcosa.
E così il tema ricorrente è il negozio come prigione di Morris e, di riflesso, di Ida. Quelle quattro mura sono tutto il loro mondo, mentre la vita (piuttosto squallida in realtà) scorre al di fuori e tutto quello che possono fare è osservarla attraverso le vetrine. Una perfetta metafora dell’esistenza che è assolutamente attuale: per molti di noi oggi la prigione è un ufficio e la vetrina è internet, il che rende tutto ancora più squallido e distante.
Come in un quadro di Escher i due salgono e scendono le scale che separano il negozio e la casa in cui vivono, senza aver mai bisogno di uscire da quella costruzione che diviene una fortezza da cui scappare è impossibile. Probabilmente la fuga non è nemmeno più contemplata, tanto che quando il destino sembra finalmente aver rimesso le cose a posto (in maniera perversa come sempre) Morris ha una paura tale da trovare, o forse cercare, la morte.
C’è poi la figlia Helen, che al contrario dei genitori ha dei sogni, alimentati da una insaziabile curiosità nei confronti del mondo. Lavora e cerca di studiare, eppure anche per lei migliorare la propria condizione sembra irrealizzabile. Così se Morris e Ida sono prigionieri del negozio, lei è impantanata in un sogno dai contorni indefiniti che la imprigiona in una realtà insoddisfacente.
Poi c’è Frank, il vero protagonista. Entra nella storia in sordina, quasi per caso, e ne diventa il perno in poche pagine. Lui, il commesso, racchiude in sé tutte le peculiarità degli altri personaggi, le centrifuga e le riduce in poltiglia senza cavare un ragno dal buco.
Non c’è un modo univoco di descriverlo senza far torto a qualche aspetto della sua personalità: è un uomo gentile e disperato, sentimentale e un gran bastardo, sognatore con i piedi ben piantati a terra. Probabilmente questa è anche la pecca più grande del libro: un personaggio estremamente complesso è un bene, ma uno così complesso, che coniuga tanti aspetti differenti, finisce con l’essere troppo inverosimile. O almeno sarebbero necessarie alcune spiegazioni in più, bisognerebbe conoscere il suo passato in maniera più completa.
Nonostante tutto, Frank funziona molto bene, incuriosisce, anche se alla lunga diventa prevedibile. Su di lui pesa alla fine un grosso errore, un crimine imperdonabile, che a mio parere Malamud tratta in maniera troppo superficiale, addirittura tentando di giustificarlo attraverso le parole di Helen. Forse le femministe avranno qualcosa da ridire. Personalmente non ho gradito.
Frank è quello che più di tutti cerca di redimersi, di reagire alla vita, eppure fallisce miseramente. Il suo tonfo è il più rumoroso, perché l’illusione che potesse farcela era concreta.
In conclusione Il commesso è un buon libro seppur non un capolavoro. Mi ha ricordato Vicolo del Mortaio di Nagib Mahfuz (che non so se Malamud avesse letto), che tratta tematiche simili ed è a tutti gli effetti superiore. Senza dubbio da leggere, anche un buon regalo di Natale visto che coniuga profondità e semplicità.

Annunci

1 Comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...