Canada

Nel recensire Canada parto dalla frase di Niccolò Ammaniti che viene riportata sul libro (cito a memoria, al momento non ho il testo a portata di mano): “Ford si è incarnato in un adolescente ed ha raccontato la provincia americana come raramente è stato fatto.”
Non c’è niente di vero in tutto ciò: primo, Ford racconta i ricordi adolescenziali di Dell, il protagonista, ma lo fa da adulto, quindi non si incarna in niente, semplicemente racconta la sua storia e le relative emozioni filtrate attraverso il tempo e le esperienze successive. Se si fosse incarnato in un adolescente, la storia sarebbe stata raccontata dall’adolescente in contemporanea con lo svolgersi dei fatti, in una sorta di diario. Ma questo non avviene. Spenderò meno parole sul fatto che la provincia americana non sia mai stata, o quasi mai, raccontata in modo tanto efficace. Probabilmente Ammaniti non ha letto (e Veronesi idem, visto il suo entusiasmo per questo presunto capolavoro), o non ha capito, tutta la letteratura made in USA del XX secolo.

Voi direte, non è che ti puoi fidare di Ammaniti per scegliere un libro! E lo pensavo anche io, ma nonostante tutto, complici anche alcune recensioni positive lette sul web, ho deciso di leggere Canada. Un libro francamente deludente, che spesso si perde in descrizioni inutili e poco efficaci, che poco o niente racconta della provincia americana, almeno a chi di libri sull’argomento ne ha letti diversi, che è incapace di trasmettere la benché minima emozione al lettore.

Eppure le basi della storia sono buone: in breve, senza rovinarvi la sorpresa, il protagonista si trova solo e abbandonato all’età di 15 anni dopo che i genitori, due persone insospettabili, compiono una rapina in banca. Finiscono in carcere e Dell e la sorella rimangono soli. Poi ognuno per la sua strada. Per Dell inizia un periodo molto difficile, e da qui in poi non dirò altro.

Una storia tragica e dal potenziale molto elevato a livello di coinvolgimento emotivo del lettore. Purtroppo, se si esclude qualche passaggio, il potenziale rimane largamente inespresso, la narrazione scorre via piatta, senza sussulti, incapace di emozionare. Una narrazione inefficace, fredda, priva di mordente. E che, inoltre, lascia tante domande e nessuna risposta; il che di solito è un bene, mentre in Canada è un male assoluto, perché le domande avrebbero trovato risposta soltanto attraverso una caratterizzazione del protagonista che manca completamente.

Il peggior libro che abbia letto negli ultimi cinque anni.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...