Aprire una libreria nel 2013?

Da qualche tempo mi pongo la domanda riportata nel titolo, ovviamente perché aprire una libreria tutta mia mi piacerebbe molto. Ma oggi una mossa del ID-10041223genere significherebbe dilapidare l’investimento oppure potrebbe consentire di vivere decentemente? Fermo restando che la libreria che ho in mente non sarebbe un semplice negozio ma vorrebbe diventare un punto di aggregazione attraverso presentazioni, reading, proiezioni, conferenze e collaborazioni con le scuole. Credo ancora nel potere dei libri, ma sono anche cosciente che il lettore vada coccolato più di quanto avvenuto finora, vista l’enorme possibilità che oggi, in maniera legale o illegale, internet offre per leggere gratis o quasi.

Ed è a questo punto che un’altra domanda, ancor più inquietante, bussa alla mia porta: quale sarebbe, e quanto costerebbe, il supporto delle case editrici italiane? Considerato anche che vivo in un piccolo centro e l’audience non potrebbe essere molto numerosa, la domanda mi sembra il vero spartiacque per prendere una decisione. Per questo spero in qualche indicazione di massima, almeno per gli aspetti che possono essere trattati pubblicamente, da parte delle case editrici grandi e piccole.

 

Grazie!

 

 

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3 Comments

  1. È stato facile e naturale rispondere nel sondaggio “apri una salumeria” perché sì, sicuramente di salsicce e proteine non te ne mancherebbero ma credo fermamente che oggi dovremmo essere un poco coraggiosi e credere nei nostri sogni. I tempi sono difficili e sicuramente il mondo di internet offre tanti spunti e scappatoie ma un Vero Lettore, quello con la L maiuscola, quanto ama ancora avere il libro preferito sullo scaffale che lo guarda e gli chiede di essere sfogliato ogni tanto?
    Certo, non sarà semplice ma a parer mio si tratta ormai di non avere solo libri ma di avere talento nel raccogliere persone, nell’organizzare magari gruppi di lettura o corsi di recitazione, collaborare con organizzazioni senza scopo di lucro e aiutarsi a vicenda. Anche io abito in un piccolo paesino di poche anime e forse ecco, magari è più facile spostarsi in una cittadina un poco più grande ma ricordati che al giorno d’oggi si vive di social network: punta su quelli, dopo tutto sono gratuiti e la gente al giorno d’oggi ha sempre lo smartphone in mano.

    “Oh, guarda: alla libreria ** ci sarà un gruppo di lettrici che leggeranno favole per bambini. Portiamo i nostri così abbiamo un’ora libera” “Mamma mamma, me lo compri il libro che ha letto la signora?” “Mamma Mamma, hai visto che bei colori questo libro?”

    Pensaci!

  2. Le tue osservazioni sono più o meno le mie e mi vado sempre più convincendo che cercando di essere attivi e di fungere come una sorta di associazione culturale si possa creare interesse, specie in un centro piccolo, ma non piccolissimo.
    Solo che rimangono i quesiti: le case editrici collaborerebbero? Le scuole e gli enti locali si farebbero coinvolgere? E tante altre domande.
    Ho posto il quesito su twitter a molte case editrici, ma alla faccia dell’interazione ho ricevuto solo un paio di risposte stringate e tanto silenzio!

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