La fine del mondo e il paese delle meraviglie

 

Il mondo in cui viviamo è una percezione parziale, la nostra mente può crearne altri, viverli e lasciarli a svilupparsi nel nostro inconscio. Sono mondi che 71eek4rgxUL._SL1203_non si toccano mai ma che possono avere elementi comuni, rielaborati secondo la volontà inconscia.

Questo, in estrema sintesi, il concetto che Murakami sviluppa nel suo “La fine del mondo ed il Paese delle meraviglie”, un libro onirico che non manca di trattare, quasi senza farlo notare, uno degli argomenti più cari all’essere umano: il senso della vita, il raggiungimento della felicità. La risposta arriva nelle ultime pagine (non ve la anticipo ovviamente) e lascia spiazzati, non perché sia una verità sconvolgente ma perché lo sviluppo della storia sembrava portare in altre direzioni.

Colpo di scena a parte, Murakami riesce ancora una volta a cogliere in pieno molti aspetti dell’essere umano, ma la sua più grande capacità resta quella di raccontarci la vita senza appesantire mai il discorso con digressioni filosofiche.

I personaggi (sempre forti, anche quelli apparentemente indifesi) semplicemente costruiscono la storia narrata e questa diventa un vero e proprio manifesto dell’esistenza, in cui il lettore può riconoscere non solo sé stesso ma l’intero mondo che lo circonda; la lettura è sempre stimolante, pone domande a cui lo scrittore risponde puntualmente, quasi dialogasse con il suo pubblico.

L’unico appunto che si può muovere al libro è quello di perdersi a volte in descrizioni ridondanti, anche se funzionali all’esame dell’animo umano: quando parla di un luogo Murakami in realtà parla della mente e diventa estremamente efficace.

Un libro da leggere, un viaggio nella coscienza da affrontare con coraggio.

 

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7 Comments

  1. A tratti l’ho amato, a tratti l’ho trovato insopportabile…non ho capito nulla di quanto dicesse il nonno della ragazza…poi alla fine mi sono detta “Basta Murakami, per un po’ non ti leggo più!”. Ora però sono di nuovo tentata di leggere “L’uomo che girava le viti del mondo”, sono combattuta…consigli?!

    • Non ho ancora letto il libro che vorresti leggere, ma il consiglio è di riprendere confidenza con questo autore visionario. Se poi vuoi testarlo in una prova più classica leggi Norwegian woods.

  2. Di Murakami ho letto nell’ ordine:

    A sud del confine, a ovest del sole
    Dance dance dance
    La ragazza dello Sputnik
    L’ uccello che girava le viti del mondo

    Sono state tutte e 4 delle bellissime esperienze, dei veri e propri viaggi all’ interno di un libro unico, di un mondo sconosciuto, di una mente geniale.
    E, come sempre succede alla fine di un bel viaggio, si é soddisfatti di come é andato, ma si é anche tristi, perché avremmo voluto prolungarlo per sempre.

  3. In effetti è una lettura lunga. Non mi riferisco con questo al numero delle pagine (352), ma al modo di scrivere di questo autore, che è portato dalla propria attenzione maniacale ai dettagli a dilatare i tempi narrativi. E’ comunque una grande storia sulla coscienza e sui suoi limiti.
    Murakami è uno degli autori più interessanti di questi anni.
    Ne parlo qui http://carlomenzinger.wordpress.com/2013/02/13/1306/

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