Addio alla politica

I risultati delle ultime elezioni politiche erano preoccupanti, ma lasciavano la speranza che forze politiche “responsabili”, come amano definirsi, capissero che il momento del cambiamento nella condotta di governo fosse irrimediabilmente giunto. Bisognava dunque mettere da parte gli interessi personali e dei poteri forti e lavorare per la costituzione di un governo che rappresentasse una rottura rispetto all’ultimo ventennio.

Si è subito capito però che la soluzione sarebbe stato tutt’altro che semplice: Bersani inseguiva Grillo, che scappava all’impazzata, mentre Berlusconi accomodato sulla più comoda delle poltrone offriva la propria disponibilità a qualunque soluzione, colto da una folgorazione sulla via di Damasco (o su quella che porta in carcere?).

Bersani, cosciente che elettori ed eletti del PD non avrebbero accettato un “governissimo” con il nemico di sempre ha accettato di farsi umiliare dai grillini pur di mantenere la barra dritta e non cedere ad alcun compromesso.

Il resto è storia degli ultimi due mesi che conosciamo benissimo: discorsi sempre uguali, lotte intestine figlie di anni di incomprensioni e l’ascesa dei nuovi, i grillini, convinti di essere stati unti dal Signore e portatori di una verità rivelata soltanto a loro, non si capisce se tramite microchip o altre stramberie.

Siamo giunti così all’elezione del presidente della Repubblica, solitamente un passaggio tutto sommato indolore, nonostante anche in passato si siano consumate lotte interne agli schieramenti. Già da tempo si facevano ipotesi più o meno attendibili, eppure nessuno dei principali attori politici affrontava l’argomento, celandosi dietro la scusa “chi entra papa esce cardinale”. Con il senno di poi una prima ammissione di impossibilità nel consolidare il consenso intorno ad un nome.

Si sono sprecati sondaggi, tradizionali ed online, da cui è sempre venuto fuori un nome: Emma Bonino. Condivisibile o meno, tutti quelli che parlavano del presidente di tutti avrebbero potuto prendere atto e lanciarne la candidatura. Invece niente, mai pervenuto il suo nome.

Gli unici portatori della voce del popolo, i grillini, non hanno mai fatto il suo nome ed hanno preferito le fumose quirinarie, consultazioni online annullate una prima volta e che hanno prodotto in seconda istanza i nomi di Gabanelli, Strada e Rodotà. Quanti voti hanno preso? Non è dato sapere, la trasparenza vale per tutti ma non per Grillo. Strano che dal movimento che odia i giornalisti e la casta siano venuti fuori due personaggi che appartengono a queste categorie.

Gli altri intanto nomi non ne facevano. Si arrivava così alla prima votazione, che vedeva Marini candidato del PD con il benestare del PDL. Vediamo come è andata.

 

Marini vs Rodotà

 

Con l’appoggio di PD e PDL l’elezione di Marini doveva essere cosa fatta. E invece una grossa fetta del centrosinistra votava Rodotà, confermando le perplessità emerse nella notte precedente sul nome dell’ex presidente del Senato. Tra i più critici Renzi, che dichiarava apertamente che i suoi non avrebbero votato il candidato del partito. Altri in silenzio facevano lo stesso e così l’obiettivo dell’elezione al primo turno sfumava clamorosamente. Eppure un’analisi più attenta portava a pensare che Bersani avesse acconsentito al nome di Marini nella piena consapevolezza che non sarebbe stato votato da molti del partito democratico. Con questa scelta rendeva palese a tutti l’impossibilità di accordi con Berlusconi ed avrebbe potuto eleggere un presidente di area PD.

Questa interpretazione assumeva legittimità con la seguente candidatura di Romano Prodi, a cui dal quarto scrutinio serviva trovare soltanto otto voti al di fuori dello schieramento. Non si poteva sperare di trovarli nel centrodestra, imbestialito per la scelta, ma era ragionevole pensare che dai grillini e da scelta civica qualche voto sarebbe arrivato, eventualmente alla quinta votazione. E invece…

 

Agguato alle spalle

 

Prodi prende 101 voti in meno di quelli minimi che ci si attendeva: il 25% del partito, dopo aver dichiarato di appoggiare all’unanimità la candidatura, votava diversamente. Chi? Non è ancora dato sapere, ma due ipotesi si possono fare: l’area vicina a D’Alema, mai molto amico del professore, e quella dei renziani sono fortemente indiziate. Si dirà che il sindaco di Firenze ha appoggiato con entusiasmo l’ipotesi Prodi, ma non bisogna dimenticare che lui è il rottamatore, e quale migliore occasione per rivoluzionare il partito?

E infatti la mancata elezione del professore ha portato al collasso del PD: dimissioni di Bindi e Bersani, futuro del tutto oscuro. E soprattutto ha portato alla decisione di eleggere nuovamente Napolitano, che pure aveva più volte detto di non volerne sapere. Ma di fronte alle richieste di tutti gli schieramenti, tranne SEL e M5S anche lui è stato travolto dall’assunzione di responsabilità. Così il più giovane parlamento della storia ha eletto il più vecchio presidente. Inoltre rimangono oscuri gli accordi che hanno convinto il presidente ad accettare un nuovo mandato, accordi negati ma ovviamente già raggiunti. Forse raggiunti ancor prima di tutta la vicenda presidenziale e lasciati in un angolino in attesa che esplodessero tutte le incongruenze dei partiti.

Se dovesse venire fuori un governo PD-PDL molti griderebbero all’inciucio e saremmo al paradosso di aver dovuto attendere due mesi per una scelta che si poteva fare subito. Un governo di questo tipo presieduto da Amato sarebbe un viaggio negli anni Ottanta che francamente ci saremmo risparmiati molto volentieri.

Se invece si dovesse fare un governo di scopo, alle prossime elezioni Berlusconi vincerebbe a mani basse. A quel punto è probabile che Napolitano rassegni le dimissioni ed il suo successore potrebbe essere proprio Silvio. La quadratura del cerchio.

 

Dovevamo vivere una fase politica nuova e invece ci troviamo di fronte ai soliti metodi, applicati con un cinismo mai visto. Personalmente in queste ore sento forte la tentazione di abbandonare ogni interesse politico. Il futuro è nero e derive violente ed autoritarie sono più di una semplice ipotesi.

Annunci

1 Comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...