Marò, Italia richiama l’ambasciatore

Le autorità indiane hanno comunicato che i Marò italiani saranno processati per i seguenti reati: omicidio, tentato omicidio, azioni che hanno comportato danni e associazione a delinquere. L’Italia richiama l’ambasciatore per una consultazione con il governo. Fino a questo punto niente di particolare; poi torni a leggere i commenti della gente sui siti dei giornali, su twitter, e allora capisci che qualcosa non va. C’è chi propone di cacciare tutti gli indiani presenti in Italia (memore forse dell’eccidio delle Fosse Ardeatine), chi semplicemente di chiudere le frontiere ai nuovi arrivati dal paese asiatico, chi propone embarghi e altre soluzioni drastiche per riavere indietro i Marò. Per adesso nessuno propone atti di guerra, ma è il prossimo passo.

Premessa la solidarietà alle famiglie per il momento difficile che stanno vivendo, mi sembra che nessuno voglia ricordare che i due Marò hanno ucciso due pescatori, sulla base di una sospetta appartenenza ad una flotta pirata. Che poi tra i capi d’accusa ci sia anche l’associazione a delinquere è un fatto misterioso, del tutto ingiustificabile. Ma le accuse di omicidio sono fondate, con tanto di cadaveri a testimoniare che quel giorno qualcosa è andato storto. A questo punto è importante stabilire se l’omicidio è avvenuto in acque indiane o internazionali, per fare in modo che i Marò vengano processati da chi di dovere. Non per questo però bisogna lasciarsi andare ai commenti razzisti e xenofobi che leggo in giro, non per questo bisogna invocare una contrapposizione dura con l’India.

Bisognerebbe piuttosto ricordare che i soldati italiani hanno ucciso degli innocenti, in un modo che, a quanto risulta, ricorda più il far west che il mondo di oggi. Allo stato attuale delle cose i Marò sono degli assassini che vanno processati e non giustificati. Supponiamo che dei soldati indiani avessero ucciso dei pescatori italiani al largo delle nostre coste, al confine tra acque territoriali e internazionali. Avremmo chiesto a gran voce di stabilire quale tribunale avrebbe dovuto processarli? Avremmo giustificato il loro atto? No, avremmo semplicemente letto in giro gli stessi commenti di oggi: cacciamo gli indiani, occhio per occhio dente per dente e chissà quale altro abominio.

In questi casi il razzismo degli italiani, il becero nazionalismo di bassa lega (riferimento non casuale) e l’atteggiamento indulgente verso ogni tipo di crimine vengono sempre a galla, a ricordare che noi italiani siamo bravi ad insultare i politici, a prendercela con tutti, ma nella sostanza siamo corrotti e corruttori, sempre pronti a trarre vantaggio a scapito dei più deboli, ottusi vivacchiatori che generano la classe dirigente che meritano: vecchia ed incapace, ma pronta ad urlare contro presunti complotti internazionali.

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