Il commodore 64

Da questo scatolone ormai obsoleto è iniziata la rivoluzione tecnologica che ha coinvolto le masse. Fino ad allora parlare di computer equivaleva a discorrere di fantascienza, ad immaginare macchine capaci di cose incredibili e sempre pronte a minacciare l’umanità. Quando il commodore 64 cominciò ad entrare nelle case di tutto il mondo furono subito chiare due cose: che non era così facile conquistare il mondo attraverso l’utilizzo diabolico dei computer e che difficilmente i computer si sarebbero potuti ribellare agli umani. Ma la vera rivoluzione del commodore 64 avvenne nell’ambito dell’intrattenimento: i primi videogiochi che impiegavano svariati minuti ad essere “caricati” tramite il registratore attirarono l’attenzione di giovani e meno giovani, dando il via a quella escalation che oggi ha toccato vette inimmaginabili soltanto 30 anni fa.

 

Allora capimmo che non dovevamo più andare nelle prime sale giochi per avere un po’ di divertimento, ma che potevamo riunirci a casa e sfidare gli amici a quei giochi che, visti oggi, scatenano tantissimi ricordi nostalgici. Eppure non rinunciammo a giocare all’aria aperta, a correre dietro un pallone o alle gare con le biciclette; riuscivamo a gestire il commodore 64, ad utilizzarlo quando fuori non era possibile andare o un’oretta la sera. Oggi le console, gli smartphone e tutte le altre meraviglie tecnologiche sembrano aver preso il sopravvento sulle vite di molti, bambini in giro se ne vedono sempre meno e i rapporti virtuali hanno quasi soppiantato quelli reali.

Forse i computer non si sono ribellati agli umani, eppure ne hanno conquistato le menti. Mi è chiara l’ironia di criticare le nuove tecnologie proprio attraverso di esse, ma il problema di fondo è quello di saper gestire le cose, come per ogni aspetto della vita. La morte dell’inventore del commodore 64 Jack Tramiel serve per ricordare che una rivoluzione culturale importante come quella delle nuove tecnologie è vitale, ma non deve annullare la realtà. Il commodore 64 era una parentesi nelle nostre giornate, estremamente piacevole. Per questo ringraziamo Tramiel, sperando che tra qualche anno la sua invenzione non debba essere messa sotto accusa per aver peggiorato il mondo.

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