Belsito

Anche se il nome fa pensare ad un tranquillo luogo di riposo, magari in una verde vallata circondata da montagne, in realtà il Belsito in questione è il tesoriere della Lega, indagato per appropriazione indebita e truffa ai danni dello Stato, dopo esser già stato sotto la lente di ingrandimento per diplomi tarocchi e lauree inesistenti.

Premesso che bisogna attendere che il lavoro della magistratura compia il suo corso, e visti gli ultimi avvenimenti, processo Dell’Utri su tutti, non c’è da stare sereni, ancora una volta torna in ballo la questione morale, peraltro in un partito che da sempre si erge a paladino della giustizia, soprattutto per i candidi cittadini del nord Italia. Le parole di Maroni, che vuole le dimissioni di Belsito, non sembrano lasciare spazio ai dubbi, ma in definitiva suonano più che altro come il tentativo estremo di salvare la situazione, in vista della prossima tornata elettorale che per la Lega è di importanza capitale.

A proposito di capitale, dopo il caso Lusi, quello di Belsito rinnova la domanda: possibile che questi tesorieri facciano tutto da soli, in barba alla dirigenza dei rispettivi partiti? Sembra strano che nessuno sappia, nessuno controlli che fine fanno queste enormi masse di denaro. Va bene, il compito di un tesoriere è gestire il denaro, ma di certo i dirigenti dei partiti vorranno sapere come viene utilizzato. Di certo bisogna tagliare i rimborsi elettorali, illegittimi ed utilizzati per tutto tranne che per coprire le spese elettorali.

Quel che preme sottolineare è che la Lega perde, se mai ne ha avuta, una fetta importante di credibilità: il partito degli incorruttibili, degli onesti ed indefessi lavoratori, dei convinti sostenitori delle porte chiuse all’immigrazione dimostra di agire, nei fatti, esattamente al contrario di quanto urla, con voce roca ed incomprensibile, Bossi. Per non parlare del fatto che da Roma ladrona i soldi continuano a prenderli senza crisi di coscienza e, probabilmente, ad utilizzarli in maniera molto “ladresca”.

Viene confermato il fatto, già discusso in questi giorni, che a prescindere dal credo politico e dalle idee, noi cittadini non possiamo più affidare serenamente, se mai lo abbiamo fatto, la nostra  rappresentanza ad una classe dirigente incapace di resistere al richiamo della bella vita, dei soldi facili e delle parole vuote. Se la classe politica rimane questa, tutte le manovre correttive, gli sforzi per uscire dalla crisi saranno sempre inutili, poiché nessuno sarà in grado di risanare il Paese. Se fossi un elettore della lega oggi sarei deluso ed arrabbiato. No, sarei letteralmente incazzato: non tanto per la gestione del denaro, quanto per le menzogne che la Lega ha raccontato in questi anni, per la trasparenza che si è rilevata più opaca che mai, per l’incapacità di fare le cose che prometteva, il federalismo su tutte, addossando la colpa ad altri. In ultimo, la sparata dell’annessione alla Svizzera, su cui probabilmente adesso faranno marcia indietro, perché lì le colpe si pagano, mentre in Italia in un modo o nell’altro, corrompendo qualcuno, se ne esce sempre puliti.

Dobbiamo liberarci di questi inetti, fondiamo il Comitato di Liberazione Nazionale 2012.

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