Esilio etilico

Nel buio della stalla
steso su una balla di fieno
tra i buoi
maledico il mio siero,
ho fatto il pieno. Di nuovo.
Pianti, grida, pisciate dal ponte
chicchi di grandine, amori falliti
cani randagi, gargarismi
orgasmi ronzanti.
Ho preso il vento a testate
reso deboli le folate
cambiato la gomma bucata
-o era il seno rifatto di una donna fantasma?-
Tra le balle ballano i jinn:
sono il rifugio di demoni esiliati,
il mago dei sogni -li trasformo in incubi-.
Voglio tenere la zappa in una mano,
un libro nell’altra,
indossare la cravatta con la salopette
scarpe eleganti e stivali di gomma.
Mi dono alla terra bagnata
pianto semi, scavo tombe
nutro il mio genio di natura,
abbatto con lo sguardo l’autostrada vicina
-in attesa di diventare concime-.

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