Messaggeri di pace?

Non bastava aver pisciato sui cadaveri dei talebani. Troppo poco forse, tanto che i media hanno abbandonato subito la faccenda, che meriterebbe invece ampio risalto e andrebbe trattata per quello che è: il tracollo di una presunta cultura superiore, la fine di tutte le ipocrite e false convinzioni occidentali di essere la razza eletta. Perché di questo si tratta, non ci sono altre definizioni per chi, più o meno apertamente, proclama la propria superiorità su culture differenti. Ma ovviamente alla gente non si può dire: si siamo razzisti ed avidi, per cui rubiamo le risorse dei paesi mediorientali e ne degradiamo la cultura.

Quale modo migliore di farlo, se non bruciare un po’ di copie del Corano? I soldati USA hanno dato un’altra dimostrazione di quello che oggi è il significato attribuito alle missioni di pace. E ancora i media parlano poco e male di quanto accaduto. Questi dovrebbero essere i messaggeri della cultura occidentale, dovrebbero essere lì a combattere ed uccidere in nome della pace universale? Sono dei mentecatti, ignoranti animali, da cui non possiamo accettare di essere rappresentati e pretendere che le popolazioni invase abbiano una considerazione migliore di noi. Offriamo loro i nostri uomini peggiori, le nostre consuetudini più turpi e immorali e pretendiamo rispetto e sottomissione. Questa è la storia dell’Occidente cristiano, che da sempre si arroga una centralità culturale che, nei fatti, non esiste. Così l’altro diventa sempre il terrorista, il pazzo, la mina vagante che soltanto la nostra progredita e infallibile cultura può portare alla ragione.

Abbiamo prodotto più guerre di chiunque altro, ed insistiamo ad offendere le culture diverse dalla nostra soltanto per la loro diversità. Ma non esitiamo ad opprimerle e ad approfittare, attraverso la corruzione di pochi, di intere popolazioni per cui la nostra esistenza potrebbe tranquillamente rimanere sconosciuta. Continuiamo a dipingere scenari di contrapposizione in cui siamo vittime innocenti di orde barbariche pronte a divorarci. Nel frattempo distruggiamo le loro vite, ci fingiamo compassionevoli e laviamo la nostra coscienza. Pisciamo sui loro morti, bruciamo ciò che c’è di più sacro per loro e siamo i buoni. Davvero?

 

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